Oggi è la feste dei single...
terribile! Al di là del fatto che anch'io ho fatto gli auguri e che li ho ricevuti, probabilmente è una festa ancora più triste di quella di ieri...Stasera onestamente ci sarà di tutto in giro...per giunta è anche venerdì! Mandrie di uomini ed anche di donne, ammettiamolo una volta tanto, alla ricerca di carne fresca :-) ...stasera i tabù, un po' come a Capodanno, cadranno ed avanti con la sfacciataggine!! Il problema è che non ci saranno ragazzi bellocci, anche solo un po' carini, magari anche solo simpatici...ma stasera si aprono le gabbie : camicie attillatissime possibilmente nere aperte anche fino al terzo bottone, catenina al collo stra lucidata e litri di profumo per lui, minigonne che forse originariamente sono nate per essere delle cinture e wonderbra a manetta per lei...
Mi sa che vado al cinema... :-) ma perchè è la festa dei single ?? Bhe ho rotto con S.Valentino, vuoi che non lo faccia con S.Faustino ?!?
Da tempo immemorabile “San Faustino” di Sarezzo è la ricorrenza patronale più nota e frequentata dell’intera Valtrompia. Il culto del martire bresciano si era diffuso in città fin dal IV secolo, allorché sul luogo del suo martirio (nei pressi dell’odierna Porta Cremona) venne edificata la chiesa di “San Faustino ad sanguinem” (ora S. Afra).
Nel Medioevo, in onore dei due santi, si celebravano in valle due feste:
– una il 15 febbraio, in data del loro martirio;
– una il 9 maggio, per commemorare la traslazione dei loro corpi alla chiesa di S. Faustino Maggiore.
Era vietato lavorare “con le persone e con gli animali, sotto pena di soldi dieci planeti”. I valligiani, contadini e boscaioli, trascorrevano i lunghi mesi invernali in un isolamento quasi assoluto, intenti, dall’alba al tramonto, a tagliare legna nel bosco o, nella stalla, a preparare gli attrezzi da lavoro, in attesa dell’arrivo della bella stagione. Pochissime erano le occasioni di incontro con persone e men che meno di svago oltre la cerchia del proprio paese. Ma a metà febbraio quando il sole cominciava a liberare dalla neve i disagevoli sentieri “a S. Faüstì, al sul sö töcc i dusulì”, giungeva la tanto attesa solennità dei santi Faustino e Giovita che a Sarezzo durava più giorni e coinvolgeva gli abitanti dell’intera valle. Giovani e adulti, smessi gli abiti della fatica quotidiana (i vistìcc de ogni dé), indossati quelli della festa, calzate le scarpe di cuoio (ma solo i più fortunati), sui carri o a piedi, si dirigevano verso la parrocchiale di Sarezzo. Lo spettacolo che si presentava loro era davvero insolito: la piazza del paese era invasa dalle bancarelle, i richiami dei venditori, il vociare della folla, gli schiamazzi dei ragazzi facevano un tutt’uno con gli odori ed i colori delle merci esposte. Ben presto la festa patronale assunse inevitabilmente anche il carattere di una grande sagra paesana nel segno del divertimento e della spensieratezza. Un giro fra le bancarelle era già un momento di piacere per l’olfatto e per la vista. Tra le bancarelle e le giostre si aggirava l’uomo del “verticale”, il cantastorie al suono dell’organetto narrava il triste destino di ragazze tradite ed abbandonate dall’innamorato
(GIA' ALLORA!!! sono secoli che ce lo raccontano e noi ancora a credere a 'sti uomini??!!! ) ; il foglio con la patetica storia scritta in poesia si poteva acquistare per pochi centesimi
(AH BRAVE, PORTATEVELA PURE A CASA!!) In omaggio alla tradizione secondo la quale S. Faustino dava alle ragazze l’opportunità di un incontro, la sera del lunedì crocchi di giovani si attardavano fino a notte inoltrata nella speranza di trovare il “moroso”.
...EH VA BHE MI SONO SCORDATA DI PUBBLICARE IL POST!! Non è il caso di innervosirsi...che carattere :-)